Scacchi a Parco Te: quando una mossa diventa occasione di crescita
Nel pomeriggio di ieri, all’ombra degli alberi di Parco Te, si è svolta un’attività insolita ma altamente simbolica: una partita a scacchi tra i Peer Supporters – persone che stanno scontando pene alternative e cittadini che in passato sono stati seguiti dall’Uepe di Mantova – e ə ragazzə del Lab2b, all’interno di un laboratorio promosso da Generare il Futuro, con la collaborazione di Insieme – Centro per le Famiglie e il supporto dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Mantova.
Quello che può sembrare solo un gioco è diventato invece uno spazio di apprendimento autentico. Tra mosse strategiche, arrocco difensivo e il celebre “matto del barbiere”, si sono costruiti ponti di relazione, si è lavorato sul pensiero critico, sulla gestione del tempo e sull’attenzione all’altro. Come ogni buon giocatore sa, sulla scacchiera ogni mossa ha delle conseguenze: proprio come nella vita.
La scacchiera come metafora della giustizia riparativa
La scelta degli scacchi non è stata casuale. Questo antico gioco, basato su regole chiare, rispetto reciproco e strategia condivisa, si presta perfettamente a rappresentare i principi della giustizia riparativa. Nella scacchiera, come nel percorso riparativo, ogni pezzo ha un valore, ogni giocatore ha il diritto di essere ascoltato, ogni decisione può aprire o chiudere strade.
Lo spazio del gioco è diventato così uno spazio di riflessione: su come i conflitti possano essere affrontati senza annullare l’altro, su come anche in situazioni difficili si possano trovare soluzioni che includano, che ricostruiscano, che restituiscano senso.
Un laboratorio che lascia traccia
L’incontro è stato parte del progetto Generare il Futuro, un percorso che mette al centro l’educazione, la responsabilità e la possibilità di cambiamento. Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante offrire ai giovani contesti in cui sperimentare modalità nuove di relazione e apprendimento. Non si trattava solo di vincere o perdere, ma di comprendere che ogni scelta – anche quella apparentemente più piccola – può contribuire a cambiare il corso della “partita”.
I Peer Supporters, con il sostegno degli educatori e degli operatori dell’area penale, stanno diventando figure sempre più significative in questi processi: giovani che parlano ad altri giovani, alla pari, ma con strumenti per favorire riflessione, rispetto e costruzione di senso.
Una mossa alla volta, nessuno escluso
In un tempo che spesso esaspera l’individualismo, giocare di squadra e sedersi di fronte a altri per una partita a scacchi può diventare un atto riparativo in sé: guardarsi negli occhi, accettare le regole comuni, scegliere come muoversi. Proprio come nella giustizia riparativa, l’obiettivo è trovare insieme un esito possibile che non lasci indietro nessuno. Una mossa alla volta, con attenzione e presenza. L'attività è realizzata in collaborazione con il progetto Milone 4.0.
Trovi il reel dell'evento a questo indirizzo: EUTOPIA (@eutopia.mantova)

